Negli ultimi mesi, le tensioni commerciali tra grandi economie mondiali, in particolare tra Stati Uniti e Cina, sono tornate ad occupare un ruolo centrale nei mercati globali. L’introduzione (o la minaccia) di nuovi dazi doganali, può influenzare in modo rilevante il business delle aziende, specialmente quelle con catene di fornitura complesse o fortemente esposte all’export.

I dazi infatti, aumentano i costi delle importazioni ed esportazioni, rendendo i prodotti meno competitivi sui mercati esteri e comprimendo i margini operativi delle imprese. A livello azionario, questo si traduce spesso in correzioni di prezzo, aumento della volatilità e riduzione della visibilità sugli utili.

È per questo che, in un contesto di incertezza geopolitica, diventa cruciale per l’investitore diversificare il portafoglio ed includere settori resilienti, ossia capaci di generare ricavi e profitti anche in presenza di barriere commerciali o di restrizioni doganali. Vediamo ora tre settori che storicamente hanno mostrato una bassa esposizione al rischio dazi e che possono rappresentare una componente difensiva o anticiclica in un portafoglio azionario.

 

Healthcare: salute e resilienza nei mercati globali

Il settore sanitario, è uno dei più resilienti ai cicli economici e, soprattutto, ai dazi. Questo perché:

  • I prodotti e servizi offerti sono essenziali e richiesti in modo costante
  • La domanda è locale e strutturale, spesso regolamentata
  • La catena del valore è verticalizzata e difficilmente delocalizzabile

 

All’interno del settore, si possono distinguere tre sotto-aree particolarmente interessanti:

1) Pharma (farmaceutico tradizionale)

Le grandi aziende farmaceutiche sviluppano, producono e distribuiscono farmaci in tutto il mondo, ma i ricavi non dipendono in modo diretto dalle esportazioni di beni materiali. Inoltre, i brevetti proteggono le aziende per anni ed i prezzi sono meno sensibili alle variazioni dei costi di produzione.

Esempi di aziende:

  • Johnson & Johnson (JNJ): conglomerato sanitario con farmaci, dispositivi e prodotti da banco
  • AbbVie (ABBV): nota per il blockbuster Humira ed una pipeline solida anche in oncologia ed immunologia

 

2) Medical Devices (dispositivi medici)

Questo segmento produce apparecchiature e strumenti utilizzati in ospedali e cliniche. La domanda è in forte crescita, grazie all’invecchiamento della popolazione ed all’evoluzione delle tecnologie mediche.

Esempi di aziende:

  • Medtronic (MDT): leader nei dispositivi cardiovascolari e per la gestione del diabete
  • Abbott Laboratories (ABT): attiva nei test diagnostici, nei dispositivi e nella nutrizione medicale

 

3) E-commerce cinese: una domanda interna in forte espansione

Un altro settore che può resistere bene ai dazi, è quello dell’e-commerce in Cina. A differenza di altre industrie cinesi focalizzate sull’export, il commercio digitale si basa sul consumo interno, sostenuto dalla crescita della classe media e dall’aumento dell’urbanizzazione.

Le grandi piattaforme, non solo vendono prodotti, ma gestiscono ecosistemi digitali, logistica, pagamenti, cloud ed intrattenimento.

Esempi di aziende:

  • Alibaba (BABA): colosso dell’e-commerce e dei servizi cloud, con un forte focus sul mercato domestico
  • JD.com (JD): specializzata nella logistica proprietaria e nel controllo qualità
  • Pinduoduo (PDD): piattaforma in crescita grazie al social commerce ed al pricing aggressivo, recentemente in espansione anche all’estero con Temu

Nonostante la volatilità del settore tech cinese, la scarsa esposizione all’export lo rende meno vulnerabile alle barriere doganali occidentali, pur restando influenzato da altre dinamiche regolatorie interne.

 

Cloud e cybersecurity: l’infrastruttura digitale globale

Il terzo settore difensivo rispetto ai dazi, è quello dei servizi digitali e cloud, inclusa la cybersecurity. Questi business non si basano su beni fisici e non passano attraverso le dogane: vendono servizi software, infrastrutture IT, sicurezza dei dati ed analytics, su scala globale.

1) Cloud computing

Oggi il mercato è dominato da tre player:

  • Amazon AWS
  • Microsoft Azure
  • Google Cloud

Queste piattaforme sono fondamentali per aziende, banche, governi, e-commerce e startup. Il loro valore aggiunto non risiede nel prezzo del bene, ma nella capacità di offrire scalabilità, affidabilità e sicurezza, quindi poco influenzabile da una guerra commerciale.

 

2) Cybersecurity

La sicurezza informatica è una priorità crescente per tutte le organizzazioni. I dazi non intaccano questa esigenza che, anzi, diventa più pressante proprio nei contesti di tensione geopolitica.

Esempi di aziende:

  • CrowdStrike (CRWD): pioniera della sicurezza endpoint, con modelli di protezione cloud-native
  • Palo Alto Networks (PANW): una delle realtà più complete nella protezione di reti, dati e cloud

Queste aziende hanno modelli a sottoscrizione, ricavi ricorrenti e margini elevati: tutti elementi che le rendono preziose in un portafoglio difensivo.

 

Conclusione: pensare al lungo termine, ma gestire il breve

I dazi e le tensioni commerciali potrebbero rientrare nel tempo, anche perché nessuna grande economia ha interesse ad una guerra commerciale duratura. Le aziende, dal canto loro, stanno già cercando soluzioni: rilocalizzazione delle produzioni, diversificazione dei fornitori, automazione.

Tuttavia nel breve periodo, come abbiamo visto anche nell’ultimo mese, la sola possibilità di escalation può generare forte volatilità. È quindi importante, oggi più che mai, avere un portafoglio costruito con logica, selezione e diversificazione, includendo settori meno esposti alle tariffe doganali.

Un consulente finanziario indipendente può aiutarti ad identificare le aziende più adatte al tuo profilo di rischio e costruire una strategia che tenga conto sia delle minacce nel breve periodo, sia delle opportunità nel lungo termine.

 

 

Tutti i contenuti dell’articolo hanno scopo informativo e didattico, pertanto non sono in alcun modo da intendersi come consigli finanziari.