Negli ultimi anni, il mercato azionario cinese ha attraversato un periodo turbolento, caratterizzato da sfide economiche e incertezze. Dalla crisi del settore immobiliare all’aumento della deflazione, le condizioni macroeconomiche hanno negativamente influenzato le performance azionarie e le aspettative degli investitori. Con un rendimento negativo nel periodo 2020-2024 il mercato azionario cinese è stato tra i peggiori a livello globale, nel mentre, indici come l’All Country World Index hanno avuto performance molto positive come visibile nel grafico di seguito riportato.
MSCI China Index last 15 years performance, MSCI
Le difficoltà degli ultimi anni, deflazione e settore immobiliare
Come abbiamo detto il mercato azionario cinese ha affrontato notevoli difficoltà, principalmente a causa della crisi nel settore immobiliare e del crescente problema della deflazione. La bolla immobiliare, alimentata da anni di investimenti speculativi, è scoppiata, portando a numerosi default tra i principali sviluppatori, come Evergrande e Country Garden. Le vendite di immobili commerciali hanno subito un calo significativo, con una diminuzione del 9,1% negli investimenti immobiliari nei primi tre trimestri del 2023, secondo i dati dell’Ufficio Nazionale di Statistica cinese.
Questa crisi ha generato una spirale negativa, in cui la scarsa fiducia degli investitori ha portato a una contrazione della spesa dei consumatori causando una stagnazione dei consumi interni al Paese da ormai molti trimestri. La deflazione ha ulteriormente complicato la situazione, con i prezzi al consumo e i costi di produzione che sono rimasti sorprendentemente bassi. Le aziende statali e quelle centrali hanno attuato tagli ai salari, accentuando i rischi di una “trappola di liquidità”, dove il denaro disponibile non riesce a stimolare la crescita economica.
Inoltre, le tensioni geopolitiche tra Cina e Stati Uniti si sono intensificate negli ultimi anni su diversi fronti, tra cui la guerra commerciale, la competizione tecnologica e le questioni di sicurezza. Gli Stati Uniti hanno imposto dazi su numerosi prodotti cinesi a partire dal 2018, a cui la Cina ha risposto con tariffe su beni americani. Anche l’Europa è coinvolta in queste dinamiche, soprattutto con l’introduzione di dazi sulle auto elettriche cinesi per contrastare la concorrenza a basso costo, ritenuta ingiusta e sovvenzionata dal governo di Pechino.
Un altro punto critico riguarda Taiwan, che la Cina considera una sua provincia, mentre gli Stati Uniti la sostengono militarmente. Il rischio di un conflitto militare su Taiwan è cresciuto, con preoccupazioni su un possibile intervento cinese per riunificare l’isola con la forza, scenario che destabilizzerebbe ulteriormente i rapporti internazionali e le catene di approvvigionamento globali.
Gli stimoli annunciati
In risposta a queste difficoltà che si protraggono ormai da qualche anno, il governo cinese ha implementato nelle ultime settimane una serie di misure di stimolo per rivitalizzare l’economia.
Innanzitutto, hanno annunciato un ampio pacchetto di stimoli economici, valutato in circa 7,5 trilioni di yuan (circa 1,07 trilioni di dollari), per sostenere la crescita economica nel contesto di sfide strutturali e di un mercato immobiliare in difficoltà. Questo pacchetto comprende misure come la riduzione del tasso di riserva obbligatoria delle banche di 0,5 punti percentuali, che garantirà circa 1 trilione di yuan di liquidità a lungo termine nel sistema finanziario. Inoltre, il governo ha previsto una diminuzione dei tassi d’interesse sui mutui esistenti pari a circa 0,5 punti percentuali, da cui dovrebbero beneficare circa 50 milioni di famiglie, stimolando i consumi.
Le misure di stimolo comprendono anche l’emissione di nuove obbligazioni per sostenere i consumatori e incoraggiare la spesa dei governi locali. Il governo prevede anche di lanciare nuovi strumenti monetari per supportare il mercato azionario, tra cui un programma di swap per aziende e fondi, che faciliterà l’accesso a liquidità. Questi sforzi sono stati infatti accolti con entusiasmo dal mercato, portando a un incremento significativo degli indici azionari, tra cui il Shanghai Composite e il Shenzhen Component, che hanno visto aumenti di oltre il 30% nell’ultimo mese per poi ritracciare di un 10%.
Le misure adottate sono cruciali per affrontare la stagnazione economica e le difficoltà del settore immobiliare, mentre il governo mira a raggiungere una crescita del 5% per il 2024. Tuttavia, la sostenibilità di queste politiche e il loro impatto a lungo termine sul mercato rimangono da monitorare, considerando le grandi sfide strutturali e il contesto economico cinese.
L’effetto degli stimoli sul mercato azionario
Le misure di stimolo hanno cominciato a mostrare effetti positivi sui titoli delle aziende, in particolare nel settore immobiliare, in quello finanziario e nel Tech. L’aumento della fiducia degli investitori, alimentato dalla percezione di un supporto governativo continuo, ha portato a un rimbalzo dei prezzi, tuttavia, il sentiment generale rimane cauto, poiché le incertezze economiche continuano a pesare sul mercato, come evidenziato dal ritracciamento della borsa degli ultimi giorni.
I prezzi delle aziende cinesi rimangono sottovalutati in gran parte a causa del rischio geopolitico legato a Taiwan e delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Il timore di un conflitto militare su Taiwan ha alimentato l’incertezza, spingendo molti investitori a valutare negativamente le imprese cinesi, preoccupati per il potenziale delisting di alcune di esse dalle borse statunitensi e le difficoltà di accesso ai mercati occidentali dovute ai dazi. Tuttavia, dal mio punto di vista, questi rischi sono sovrastimati. Il rischio di un conflitto militare potrebbe non essere imminente, e ci sono segnali che indicano che le relazioni commerciali tra Cina e Occidente potrebbero stabilizzarsi nel tempo, rendendo le valutazioni attuali delle aziende cinesi potenzialmente interessanti per investitori disposti ad accettare una certa dose di rischio.
La ripresa dei mercati azionari cinesi nei prossimi anni sarà poi fortemente influenzata dalla stabilizzazione del settore immobiliare e dalla capacità delle aziende di riportare utili in crescita. La continua applicazione di politiche monetarie espansive e l’eventuale stabilizzazione della valuta cinese (RMB) potrebbero ulteriormente favorire una ripresa, rendendo il mercato azionario cinese un’area di interesse per gli investitori a lungo termine.
Conclusioni
Ricapitolando, nonostante le attuali difficoltà e i rischi geopolitici, il mercato azionario cinese potrebbe rappresentare un’opportunità interessante per investitori con un orizzonte temporale lungo. La sottovalutazione delle aziende cinesi, combinata con il potenziale di ripresa economica e gli stimoli governativi, rende questo mercato attraente per chi è disposto ad accettare una maggiore dose di rischio, con la possibilità di ottenere rendimenti di molto superiori alla media del mercato. Tuttavia, i rischi legati a Taiwan e alle tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’Europa richiedono un’attenta gestione, rendendo il mercato cinese più volatile rispetto ad altri mercati globali
Per concludere segnaliamo le performance di alcuni titoli da inizio anno: tra i migliori troviamo Alibaba che ha registrato un +35%, JD un +40% e Tencent con un +40%; tra i peggiori abbiamo invece Baidu che ha perso il 20%, Pinduoduo con un -10% e Nio a -40%.
Tutti i contenuti dell’articolo hanno scopo informativo e didattico, pertanto non sono in alcun modo da intendersi come consigli finanziari.







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