Le materie prime sono un asset class fondamentale nei mercati finanziari e possono rappresentare un’opportunità di diversificazione per gli investitori.

Tuttavia, investire in commodities richiede una comprensione approfondita delle loro dinamiche, dei veicoli d’investimento disponibili e del loro ruolo in un portafoglio ben bilanciato. In questo articolo analizzeremo le principali materie prime, il funzionamento degli ETC (Exchange Traded Commodities) e il confronto con gli investimenti in azioni nel lungo periodo.

Le Principali Materie Prime

Le materie prime si dividono in diverse categorie, tra cui:

  • Metalli preziosi: Oro, argento, platino e palladio. L’oro è tradizionalmente considerato un bene rifugio, utile nei periodi di incertezza economica e inflazione.
  • Metalli industriali: Rame, alluminio, nichel, zinco. Sono essenziali per la produzione industriale e tecnologica, il loro valore dipende molto dalla crescita economica globale.
  • Petrolio, gas naturale, carbone. Il petrolio rimane una delle commodity più scambiate al mondo, influenzata da tensioni geopolitiche e domanda globale.
  • Materie prime agricole: Grano, mais, soia, zucchero, caffè, cotone. Sono sensibili a fattori climatici, domanda alimentare e politiche agricole.
  • Bestiame: Carne bovina, suina, pollame. È un settore fortemente legato all’industria alimentare e alle tendenze di consumo globale.

 

ETC e i Loro Vantaggi (Attenzione alla Leva!)

Gli ETC (Exchange Traded Commodities) sono strumenti finanziari negoziabili in Borsa che replicano l’andamento delle materie prime sottostanti. Possono essere legati direttamente alla commodity fisica (come gli ETC sull’oro) o a contratti futures sulle materie prime.

Tra i principali Vantaggi degli ETC troviamo:

  • Accesso facilitato: Permettono di investire in commodities senza dover acquistare fisicamente il bene.
  • Diversificazione: Consentono di esporsi a un paniere di materie prime con un solo strumento.
  • Liquidità: Sono scambiabili in Borsa come le azioni, rendendo semplice l’entrata e l’uscita dall’investimento.
  • Bassi costi di gestione: Rispetto ai fondi comuni o ai contratti futures, gli ETC hanno costi relativamente contenuti.

Occorre sempre prestare particolare attenzione alla leva finanziaria!

Alcuni ETC utilizzano la leva finanziaria per amplificare i rendimenti, ma questo comporta anche un aumento del rischio. La leva moltiplica le variazioni giornaliere del prezzo della materia prima, il che significa che, in caso di volatilità elevata, le perdite possono essere significative. Inoltre, la leva finanziaria introduce il cosiddetto “effetto compounding”, che nel lungo termine può far divergere il rendimento dell’ETC rispetto alla performance della commodity sottostante.

Materie Prime vs ETF Azionari nel Lungo Termine

Sebbene le materie prime possano essere una componente utile di un portafoglio diversificato, storicamente gli investimenti in azioni hanno sovraperformato le commodities nel lungo termine.

Innanzitutto, le aziende generano utili e reinvestono i profitti, creando valore aggiunto per gli azionisti attraverso la crescita del capitale e il pagamento di dividendi. Al contrario, le materie prime non producono flussi di cassa e il loro valore dipende esclusivamente dall’andamento del mercato e dalle dinamiche di domanda e offerta.

Un altro fattore determinante è l’effetto dell’innovazione. Il progresso tecnologico e l’incremento dell’efficienza aziendale spingono la crescita del mercato azionario nel tempo, mentre le materie prime possono subire l’impatto negativo di cicli di sovrapproduzione o cambiamenti strutturali nella domanda. Per esempio, nuove scoperte tecnologiche possono ridurre la necessità di determinati materiali, mentre progressi nell’energia rinnovabile possono influenzare il consumo di petrolio e gas naturale.

Infine, i dati storici dimostrano chiaramente questa tendenza. I principali indici azionari globali, come l’S&P 500 o il MSCI World, hanno registrato rendimenti medi annui nettamente superiori rispetto agli indici delle materie prime negli ultimi decenni. Questo significa che, nel lungo periodo, investire in azioni ha offerto un ritorno sull’investimento decisamente più elevato rispetto alle commodities, rendendole una scelta più efficace per la crescita del capitale.

Fonte: S&P Global

Nel grafico sopra riportato vediamo chiaramente come negli ultimi 10 anni l’indice S&P500 ha sovraperformato di parecchio l’indice Dow Jones delle materie prime con una performance media annua del 12.6% contro soltanto un 4.4%, senza una notevole differenza a livello di volatilità.

 

Tutti i contenuti dell’articolo hanno scopo informativo e didattico, pertanto non sono in alcun modo da intendersi come consigli finanziari.